La storia del Biscione, il millenario simbolo di Milano

Drago Biscione Milano

Il “Biscione” è simbolo, corpo e anima di Milano. In ogni strada del centro fa capolino un disegno, uno stemma o un mosaico con il suo volto minaccioso che divora un uomo. E anche quando non c’è uno stemma araldico, ecco che il buon drago compare sul cofano di qualche Alfa Romeo o sul fregio di qualche fontanella pubblica con le fauci che, anziché sputare veleno, cacciano acqua.

Visconti e draghi

Secondo la leggenda più famosa, il biscione è in realtà un drago. D’altronde, tutto viene. La versione più famosa, tramandata dal monaco Galvano Flamma, il simbolo di Milano nasce grazie a un’impresa di Uberto Visconti, il capostipite della dinastia di regnanti milanesi.

C’era infatti un drago che riposava nei campi tra Porta Nuova e Porta Orientale. Era abbastanza mansueto, ma aveva un grave problema: con il suo alito pestilenziale uccideva chiunque si avvicinasse alla sua grotta. E chi era nei paraggi si ammalava di febbre gialla. Di lì, il condottiero milanese “rischiò la vita e uccise non con il ferro, ma con il suo valore il mostro”. E l’evento fu ricordato con il disegno di un dragone sullo scudo, che poi sarà lo stemma nobiliare della casata.

La storia, col passare dei secoli, è stata arricchita di numerosi dettagli. Il drago è diventato molto più cattivo ed ha anche trovato un nome: Tarantasio.
Abitava dalle parti del lago Gerundo, che oggi non esiste più, e terrorizzava tutti gli abitanti della provincia di Lodi, cercando spesso di mangiare uomini.
Molti credevano che il drago fosse nato dal corpo senza vita di Ezzelino III, il condottiero ghibellino amico di Federico II, che aveva evocato il mostro per tormentare le popolazioni del Nord Italia.
A risolvere la questione, secondo le varie leggende, ci hanno pensato più persone: c’è chi pensa che il drago sia stato ucciso da San Cristoforo, chi da Federico Barbarossa e chi, di nuovo, chiama in causa Uberto: l’eroe visconteo trafisse il cuore del drago con la sua spada e, nel dolore, la bestia vomitò un bambino che stava mangiando.

Da stemma nobiliare a simbolo di Milano

Secondo molte ricerche storiche, i Visconti avevano una vipera nel loro stemma familiare più antico. Ci pensò Azzone Visconti e i suoi successori, intorno al XIV secolo, a cambiare la forma del serpente, che prima iniziò ad allungarsi e a formare una serie di spire. Inizialmente aveva una forma circolare e si mordeva la coda, un po’ come Uroboros, il drago esoterico dalla storia antichissima. Poi, cent’anni dopo, il drago si distese e fece la sua comparsa il ragazzo divorato, che potrebbe significare il potere della famiglia nobiliare, capace di difendere la città da ogni minaccia.

Un simbolismo che trae origine dalla diffusissima mitologia dei draghi che, nel Medioevo, spopolava nel Nord Europa. In effetti, il culto di San Giorgio e San Michele, due santi uccisori di draghi, era molto diffuso all’epoca.

Non cambiò poi il simbolo quando i Visconti caddero in disgrazia e arrivò a Milano la nuova dinastia: gli Sforza, infatti, decisero di mantenere il dragone che mangia un bambino anche durante la loro amministrazione.

Due monete di epoca Viscontea che mostrano il drago che mangia l’uomo

Crociate e biscioni

Non mancano le storie legate al mondo religioso cristiano: secondo alcuni fu Ottone Visconti, il figlio di Uberto, a donare a Milano il simbolo del drago dopo la II Crociata (o che abbia ricevuto in regalo il vessillo del biscione, secondo altri).
Secondo una prima versione, il serpente divora un moro, che si tratterebbe di un tale Voluce: un guerriero saraceno imbattibile che sfidò Ottone e perse. Fu però una battaglia talmente intensa e valorosa che il signore di Milano decise di ricordarla per sempre nel suo stemma araldico.
Secondo altre versioni, invece, il moro non ha un nome ed indica la sconfitta del popolo turco, per omaggiare papa Gregorio X con un riferimento alle crociate.

D’altro canto, potrebbe esserci del vero in queste leggende: il biscione è figlio di una simbologia di tradizione orientale e, nei contatti con popolazioni lontane, i milanesi potrebbero averlo importato in città.
Oppure, in prospettiva cristiana, si potrebbe parlare di Nehustan, il serpente biblico appartenuto a Mosé che fu portato intorno all’anno 1000 a Milano e ancora oggi, si trova nella Basilica di Sant’Ambrogio.

Il drago in azienda

Mistero, storia e cultura non potevano non stuzzicare lo sguardo di uomini geniali che frequentarono Milano nei tempi moderni. Uno dei primi imprenditori a cadere vittima del fascino di Tarantasio fu Romano Cattaneo, il più giovane impiegato nell’ufficio tecnico della neonata azienda: leggenda vuole che stesse aspettando il tram nei pressi di Piazza Castello e, mentre guardava la facciata del Castello Sforzesco, si innamorò della figura del biscione visconteo, simbolo di forza e portatore di storia e identità.
Propose l’idea al capo dell’ufficio, il leggendario progettista Giuseppe Merosi, che approvò il disegno. E lì cominciò la leggenda.

Vent’anni dopo arrivò il tempo dell’Inter che, durante il periodo fascista, fu costretta a “italianizzare” il suo nome e il suo logo, colpevoli di non essere abbastanza nazionalisti. Nacque così l’Ambrosiana, con il biscione milanese nel suo scudetto.

Per ultima arrivò Milano 2, la gigantesca città-giardino che Silvio Berlusconi costruì nel 1974, con la sua Edilnord. Scelse come vessillo della “sua” città il Biscione visconteo che, anziché mangiare un uomo, avrebbe mostrato un fiore, per omaggiare gli immensi spazi verdi della cittadina a nord di Segrate. Arrivò poco dopo una piccola televisione locale, Telemilano, che adottò lo stesso logo di Milano 2. La piccola emittente locale fu comprata da Berlusconi e, negli anni ’80, diventò Canale 5. Da quella piccola emittente locale partì la base dell’impero Mediaset, che ancora oggi mantiene il fiore e la testa del biscione come simbolo distintivo della sua storia.

-Federico Quagliuolo

Riferimenti:

https://www.ticinonotizie.it/lo-sapevi-che-a-milano-abitava-un-drago-tarantasio-e-ancora-tra-noi-ed-e-piu-vicino-di-quel-che-credi/
https://www.museodelmarchioitaliano.it/marchi/inter.php
http://www.storiadimilano.it/Miti_e_leggende/draghilupi.htm
https://www.museodelmarchioitaliano.it/marchi/alfa-romeo.php
https://www.addlance.com/blog/logo-canale-5/
http://duomo24.it/2017/01/08/biscione-milano-storia-mito-dello-stemma-dei-visconti/
https://www.luoghimisteriosi.it/lombardia/milano-draghi.html

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